A cena con la crisi

Antonio CasolinoApprofondimentiLeave a Comment

Ho fatto un’analisi. Ho guardato le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali ed indovina qual è stata la parola più ricorrente? Crisi. Esatto. Talmente normale ormai che non richiama neanche più l’attenzione. Per lo meno vederla scritta, viverla è cosa diversa. Ma in questo momento non mi va di parlare delle tante storie drammatiche di cui, ahimé, i media ci infarciscono ogni giorno, no. Piuttosto vorrei approfondire due temi legati alla crisi e che possono essere riassunti con due premesse e due quesiti. Premessa uno: io sono giovane e quindi pervaso ancora da una sottile incoscienza. No che non pensi ad un futuro, neanche troppo lontano, anzi. Però nonostante questa crisi tocchi più di tutti noi giovani è vero pure che noi siamo quelli più sollevati dalle responsabilità, che abbiamo possibilità di ricominciare da capo (per l’ennesima volta, si), di stravolgere la nostra vita perché siamo meno vincolati. Siamo i più maltrattati, ma anche quelli che possono innescare un cambiamento. Premessa due: i drammi sociali ci sono, eccome. Penso agli esodati, agli impreditori suicidi. Ma credo che restino ancora degli episodi. E tali spero rimangano. Anche perché questa rotta maledetta prima o poi dovrà invertirsi, no? La storia ce lo insegna. Ciò detto, ecco i quesiti. Uno. La crisi è così grave come ci viene prospettata quotidianamente? La nostra percezione e/o esperienza coincide con quanto si vede in tv? Due. Quanto è reale e quanto è strumentalizzata questa crisi? La crisi può essere un’opportunità? Può diventare la nostra migliore amica? Riflessione.