Parlare di sé non è cosa facile.

Antonio CasolinoApprofondimenti Comments

Il mio lavoro è stato spesso quello di definire un’azienda, attraverso la comunicazione, un logo, una campagna sociale o virale. Ma non mi era mai capitato di dover fare i conti con me stesso, nel senso che non mi ero mai trovato, prima di ora, a dover definire un’impresa particolare: la mia. Devo dire che non è stato  affatto facile.

Una persona che lavora nella comunicazione, come me, è soggetta (spesso ne è la protagonista) ad un flusso di informazioni, novità, stravolgimenti, dritte, notizie non indifferente. Nel momento in cui sei deciso a lavorare in un modo, leggi di un altro e poi di un altro ancora. Spesso, nel dubbio, non usi nessuno dei due, perché l’uno non esclude l’altro, perché forse l’altro è meglio, perché forse il primo è troppo azzardato, perché è il tuo progetto personale e deve avere un qualcosa in più che gli altri non hanno. Spesso quindi il cliente, o più in generale il non addetto ai lavori, ha il vantaggio di non sapere e quindi di non porsi diecimila domande prima di prendere una decisione; è normale che sia guidato da un esperto che saprà consigliargli la strada giusta per realizzare ciò che ha in mente di fare. Ma è pur vero che non avrà il rimorso di non aver fatto la cosa migliore, semplicemente perché ignora la sua esistenza o non sa quale sia.

Credo di non aver mai avuto a che fare con un cliente peggiore di me; ma questa esperienza mi ha aiutato a pormi per una volta, dall’altro lato della scrivania; a capire che chi ci siede di fronte non fa solo capricci (anche se spesso è così) ma ha solo apprensione per la nascita di una sua nuova creatura e ciò presumibilmente crea una certa ansia. Diverse fonti autorevoli illustrano il ruolo del creativo frustrato che deve obbedire a clienti dispotici ed ignoranti; ma forse quel creativo è un po’ responsabile della sua frustrazione perché, forse, non è stato capace di capire chi aveva di fronte, né di metterlo a proprio agio. Ha messo il rapporto creativo ed economico, davanti a quello personale. Ed è stato ripagato con la stessa moneta.